Un calcio più leale
Dal latino “legalitas”, obbedire a delle regole proprie o valori nel rispetto degli altri e di sè stessi. Nel calcio eisiste un concetto analogo chiamato “Fair Play” molto spesso dimenticato dai giocatori. Questo articolo prende spunto dallo scandaloso e scorretto comportamento di Pepe, difensore del Real Madrid che durante i quarti della coppa del Re ha pestato la mano del povero Messi caduto a terra in seguito a un fallo. Roney lo definisce “un idiota” mentre Mourinho e i suoi compagni lo difendono dicendo:” è umano e può sbagliare”.Certo, per questo esistono delle regole da rispettare e onorare, se le ignoriamo è perchè forse vogliamo sbagliare. Ci sono centinaia di esempi di giocatori scorretti e violenti, ma perchè questi comportamenti sono così diffusi? Potremmo dire che il gioco del calcio essendo uno sport di contatto ” tenta” i calciatori ad avere reazioni violente. La foga, l’impeto e l’agonismo se estremizzate si trasformano in aggressività e la voglia di prevaricare sull’altro dimostrando di essere più forti non solo tecnicamente , ma anche fisicamente possono diventarne la causa.

testedicalcio.blogosfere.it
Alcuni comportamenti possono essere giustificati dal gioco stesso ossia può capitare che l’aggressività sia necessaria per fermare un avversario, ma questo tipo di aggressività è ben diversa dalla cattiveria pura e dalla volontà di far male. Forse detta così non è ben chiara. Esistono molti modi per bloccare l’avversario senza causargli danno, per esempio strattonarlo per la maglia, spintonarlo o limitarsi ad un “calcetto” innoquo. Invece tutti abbiamo assistito a falli brutali con l’unico scopo di atterrare l’avversario e “spaccarlo”.
Escludendo questa tipologia di falli consideriamo tutto ciò che ne consegue e quindi la degenerazione totale dell’aggressività. Giocatori a terra pestati volontariamente, pugni,sberle, calci nelle mischie durante i gli angoli cercando di non farsi beccare dai direttori di gara perchè sanno perfettamente che non è corretto. La ragione? Non si sa. Momenti di rabbia o frustrazione chissà… però succedono senza motivo e non vengono mai puniti con la giusta severità. Questa violenza è “gratuita” non ha logica. Eppure i calciatori di serie A dovrebbero dare l’esempio sul campo di come essere uomini e sportivi allo stesso tempo.
Il comportamento in campo dovrebbe aver maggior peso e bisognerebbe punire pesantemente questi atleti che non rispettano nè il proprio codice etico nè quello sportivo.
Come e cosa si potrebbe fare? Punire è l’unico modo per avere dei miglioramenti?
(fonte: youtube)
“Il Codice di Etica Sportiva parte dal principio che le considerazioni etiche insite
nel “gioco leale” (fair play) non sono elementi facoltativi, ma qualcosa
d’essenziale in ogni attività sportiva, in ogni fase della politica e della gestione
del settore sportivo. Queste considerazioni sono applicabili a tutti i livelli di
abilità e impegno nell’attività sportiva, dallo sport ricreativo a quello agonistico”
(http://www.eticanellosport.com/codice_europeo_di_etica_nello_sportivo.pdf)
Le regole del Fair Play:
1-Giocare per divertirsi.
2-Giocare con lealtà.
3-Attenersi alle regole del gioco.
4-Portare rispetto ai compagni di squadra, agli avversari, agli arbitri e agli spettatori.
5-Accettare la sconfitta con dignità.
6-Rifiutare la corruzione, il doping, il razzismo, la violenza e qualsiasi cosa possa arrecare danno allo sport.
7-Fare tante partite per donare l’incasso a coloro che ne hanno bisogno.
8-Aiutare gli altri a resistere ai tentativi di corruzione.
9-Denunciare coloro che tentano di screditare lo sport.
10-Non insultare gli avversari per diversità di colore, nazionalità, squadra.
11-Onorare coloro che difendono la buona reputazione dello sport.
La FIFA e la UEFA hanno in più occasioni premiato coloro che hanno sposato appieno i fondamenti del Fair Play. (http://it.wikipedia.org/wiki/Fair_play)








0 Commenti
Commenta per primo!